Sono un uomo di quarantadue anni, separato. Mi chiamo – o sarebbe più giusto dire mi chiamavo – Sergio. Vivevo a Milano. Lavoravo a Milano. La mia vita era stata distrutta dalla separazione. Niente più famiglia, niente più orari regolari, niente più giochi e sorrisi. Solo le classiche menate dei separati: a che ora vieni a prendere i ragazzi, perchè hai fatto tardi, lo hai fatto apposta perchè sapevi che dovevo uscire, questo week-end per favore puoi tenerli tu perchè ho da fare, ti prego dammeli questo week-end perchè ho prenotato l’albergo in montagna per andare a sciare. Figli, che sono piccoli pacchi postali alla mercè di due che sono diventati sconosciuti egoisti.
Un cappello pieno di ciliege, di Oriana Fallaci
-
Avevo iniziato a leggere questo libro molti anni fa e non ero riuscita a
superare le prime dieci pagine. Adesso, forse complice un’età più avanzata
e un...
1 anno fa