Eva era stesa sul suo letto.
Un
libro aperto per leggerne svogliatamente qualche pagina era stato riposto al
suo fianco e le pungeva appena la coscia abbronzata e liscia con la punta di
una pagina. Il computer portatile era aperto sulle sue ginocchia e le
riscaldava leggermente la pelle. Era acceso da molte ore, fermo sempre sulla
stessa pagina che di tanto refreshava,
con una foto che Eva fissava oramai da ore. La bacheca blinkava ogni tanto di un nuovo messaggio e Eva correva a leggerlo,
come una piccola spettatrice che spiava nascosta. Sull’altro tab del browser era aperta la sua mail : se fosse arrivato un messaggio, lei
sarebbe corsa a leggerlo, sperando che fosse il “suo”. Ma erano ore che non le
scriveva nessuno e le sembrava quasi normale, visto che il pomeriggio il sole
aveva brillato per ore e la gente non era disposta a stare in casa, perdendosi
le ultime belle giornate d’estate. Forse adesso con la pioggia che a secchiate
pioveva dal cielo, una speranza in più poteva averla.